"Le cause delle malattie relative alla mente e al corpo  sono di triplice natura: cattiva utilizzazione, non utilizzazione e utilizzazione eccessiva del tempo, delle facoltà mentali e degli oggetti dei sensi" 
(Charaka Samhita, Sutrasthana I, 54) 

In medicina Ayurvedica, così come in tutte le discipline olistiche, l’essere umano è un tutto e non un insieme di organi e apparati, separati e distinti; l’uomo, per sua natura, in realtà, non è e non può considerarsi scisso, quindi una manifestazione in un organo inevitabilmente è la conseguenza di un disequilibrio più vasto, che lavora a molti livelli, sia del corpo, che della mente, che delle emozioni.

I DISTURBI IN AYURVEDA

I disturbi e le malattie secondo l'Ayurveda hanno origine in uno squilibrio dei dosha

Gli antichi testi vedici descrivono 140 disturbi causati dagli squilibri dei dosha: 80 disturbi causati da un eccesso di Vata, 40 da un eccesso di Pitta e 20 da un eccesso di Kapha.
Si distinguono malattie causate dallo squilibrio di 1, 2 o tutti e 3 i dosha.


Uno squilibrio di Vata (elementi spazio ed aria) porterà a manifestazioni che riconducono alle caratteristiche di Vata, quindi vi ritroveremo secchezza, irregolarità, ruvidità, movimenti eccessivi o invertiti rispetto alla normalità o dislocati e anomali come gli spasmi, disturbi che evidenziano eccesso dell’elemento aria, come il gonfiore addominale e il meteorismo.

Uno squilibrio di Pitta (elementi fuoco e acqua) metterà in risalto uno squilibrio nell’elemento fuoco e si manifesterà soprattutto con infiammazioni.

Uno squilibrio di Kapha (elementi terra e acqua)  sarà riconducibile alle caratteristiche di questo dosha come per esempio, la pesantezza, la lentezza, quindi avremo sintomi da accumulo, come obesità, ritenzione idrica, edemi, letargia ecc.

La medicina ayurvedica ha come obiettivo quello di prevenire e curare i disturbi causati da un disequilibrio dei dosha. Essa agisce in quattro modi:

  1. - indicando una alimentazione più adatta a pacificare il dosha squilibrato

  2. - suggerendo una routine quotidiana adeguata al dosha/ai dosha squilibrati

  3. - prescrivendo rimedi naturali

  4. - dando consigli su come affrontare un percorso di consocenza di se stessi e della propria missione

LA GENESI DELLA MALATTIA

Lo stato di salute è la condizione più normale in natura e la causa della malattia va ricercata piuttosto all’interno, che all’esterno del corpo, infatti un organismo in equilibrio, è in grado di fronteggiare e difendersi da qualunque agente nocivo.
 

La malattia nasce quando la fisiologia non è più in grado di funzionare in maniera ordinata, cioè perde la sua capacità omeostatica, di riportarsi allo stato di benessere, una volta alterato.
"L’errore dell’intelletto” (Pragya-Parad), è il principale responsabile dello sviluppo della malattia, si ha quando l’intelletto perde le sue funzioni di discriminazione, volontà e memoria e, non essendo più in grado di distinguere fra ciò che è utile e ciò che è dannoso, porta l’essere umano ad andare contro alle leggi di natura.
L’individuo sarà incline a ad adottare stile di vita, abitudini alimentari e comportamenti nocivi.

Uno stesso evento, avrà conseguenze completamente diverse, su 2 persone diverse, in base all’atteggiamento di base di ognuno e quindi, chi conserva un atteggiamento innocente e ottimista, nei confronti della vita, avrà minori possibilità di ammalarsi, rispetto a coloro che sono preda di odio, paura o rabbia.
Allo stesso modo lo stress è una delle principali cause di sviluppo della malattia ed è inteso come incapacità di fronteggiare gli eventi esterni ed anche come impossibilità di conciliare le circostanze della vita, con le proprie aspirazioni. Per esempio, se una persona per molti anni si sente costretta a svolgere un lavoro che non le piace, che non è in sintonia con il suo sentire e da cui non trae alcuna soddisfazione, nel tentativo di permanere nella medesima situazione, che viene erroneamente riconosciuta come zona di confort, va incontro a stress e avrà buone probabilità di ammalarsi.

 

Un altro fattore di cruciale importanza per il mantenimento della salute è la capacità digestiva: avere una digestione debole porta, da una parte, ad estrarre dal cibo, una scarsa quantità di nutrienti, che non riescono a supportare adeguatamente la formazione dei tessuti e dall’altra alla formazione di tossine, dette Ama.
Queste ultime sono fortemente implicate nella genesi della malattia, in quanto ostruiscono i canali di trasporto e comunicazione del corpo e provocano blocchi nella formazione dei tessuti e accumulo dei Dosha, legandosi con essi.
Sintomi della presenza di Ama sono: sensazione di disagio, torpore, pesantezza e gonfiore, addominale e di tutto il corpo, anoressia, diarrea o stipsi, patina bianca sulla lingua.
Per sciogliere Ama si consigliano i criteri di una sana alimentazione, idonea per la propria costituzione e molto utile può essere assumere dieta esclusivamente liquida per un giorno alla settimana o ogni 15 giorni: si possono consumare tisane calde, succhi freschi di frutta, minestre, latte, ma nessun alimento solido; inoltre lo zenzero e tutte le spezie calde e pungenti contrastano Ama.
Se le tossine sono localizzate in profondità nell’organismo, si possono utilizzare preparazioni specifiche in grado di legarle ed eliminarle.

 

Quindi, la malattia si genera, secondo fasi ben precise, conseguenti una all’altra:
1.    Errore dell’intelletto
2.    Messa in atto di comportamenti e abitudini di vita dannose 
3.    Squilibrio dei Dosha (il 1° in genere è Vata)
4.    Danno funzionale ed anatomico dei tessuti
Vata è il Dosha che più velocemente va fuori equilibrio ma è anche il più sensibile alle terapie e può trascinare gli altri Dosha nello squilibrio, quindi è il 1° su cui è consigliabile intervenire.

 

La malattia, inoltre, segue 6 stadi di sviluppo, di gravità crescente:
1.    Accumulo: i Dosha si accumulano nella loro sede e si possono avere vaghi sintomi come fiacchezza o irritabilità, insonnia, gonfiore
2.    Aggravamento: i Dosha accumulati vengono disturbati ma restano ancora nella loro sede ed anche in questo caso possiamo avere sintomatologia come la precedente o un po’ più evidente e persistente, a seconda dei soggetti
3.    Diffusione: i Dosha aggravati, fuoriescono dalla loro sede e diffondono nel corpo; i sintomi sono ancora generici ma più marcati, come nausea, vomito, agitazione, ansia, irrequietezza, aggressività, cefalea, sensazioni di bruciore, costipazione, astenia
4.    Localizzazione: i Dosha in disequilibrio, si localizzano nelle parti più vulnerabili del corpo, per cui avremo sintomatologia più persistente e localizzata in organi ed apparati
5.    Manifestazione: la malattia si manifesta con i suoi sintomi e localizzazioni caratteristiche
6.    Eruzione: in assenza di trattamento o di remissione spontanea, la malattia diffonde e cronicizza

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